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Mandala
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top
Il mwcamandalacite-ref-1[1]cite-ref-2[2] (mweqin sanscrito मण्डल, maṇḍala) è un termine mwegpolisemico che in particolar modo intende indicare un oggetto, anche mwewsacro, di "forma rotonda", o un "disco", in questo caso specialmente se riferito al mwfaSole o alla Lunacite-ref-3[3].
Contents
• Note
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Etimologia
L'origine di questo termine sanscrito è dibattutacite-ref-4[4].
Il termine mwkamaṇḍala può rimandare nella sua composizione al sostantivo maschile sanscrito mwkqmaṇḍa dove indica quella parte della schiuma del riso bollito o la parte densa del latte nella preparazione del mwkgmwkwghṛta; mentre il sostantivo maschile sanscrito mwlala sta a indicare sia l'insieme del mwlqghṛta o l'atto di "tagliare", di "separare" la schiuma dal riso, quindi intende richiamare quell'azione di ordinamento degli spazi sacri atti al sacrificiocite-ref-5[5].
Ma vi sono anche altre possibili etimologie tra cui quella religiosa presente nel più tardo mwmwmwnaTantrāloka (37,21, "Luce dei Tantra", trattato di Abhinavagupta, XI secolo) dove invece mwnqmaṇḍa viene letto come il sostantivo maschile e neutro mwngsāra cioè come "essenza"; mentre mwnwla viene letto dalla radice verbale mwoalā, quindi come "prendere"; ossia, nell'insieme dei due termini, come ciò che "raccoglie l'essenza".
O ancora nel più tardo mwogKulārṇavatantra ("Tantra dell'oceano del Kūla", XII-XIII secolo) là dove viene spiegato che:
(sanscrito)
«maṅgalatvāc ca ḍākinyā yoginīgaṇasaṃśrayāt/ lalitatvāc deveśi maṇḍalam parikīrtitam»
(italiano)
«Signora degli dèi, essa è indicata come Maṇḍala perché è di "buon augurio", perché è la "dimora delle
ḍākinī
e delle
yogini
", e perché "incantevole"»
(Kulārṇavatantra, 17,59)
Significato
«In
mandala
si è andata così a fissare la configurazione di uno spazio orientato attorno a un centro sacrificale: da qui hanno tratto origine i significati, che a partire da quello di "cerchio" hanno costellato la lunghissima storia di
mandala
, declinando in molti modi le nozioni basilari di "totalità" e di "drammi dell'universo" depositate nello schema ierofanico di un quadrato suddiviso in altri quadrati dal numero variabile disposti attorno a un quadrato centrale, o di un cerchio iscritto in un quadrato, che rispettivamente costituiscono la pianta di numerosi templi indiani e degli
stūpa
, monumenti reliquari del buddhismo»
(Camuri, p.6968)
Così nello mwrqmwrgArthaśāstra (opera attribuita a mwrwKauṭilya, IV a.C.) il termine mwsamaṇḍala viene a indicare (cfr. VI libro) l'insieme degli stati stranieri da cui è circondato un regno o, meglio, un re.
Il termine mwuwmaṇḍala si riscontra infine in varie culture religiose del mwvasubcontinente indiano, in particolar modo in quella mwvqbuddhista, anche a indicare dei diagrammi geometrici elaborati con diversi materialicite-ref-8[8] e utilizzati per scopi rituali o meditativicite-ref-9[9].
Va precisato che mwxwmaṇḍala, anche in questa ultima accezione, non è mai un mero disegno per quanto rappresentativo o simbolico, ma è quel luogo creato dal meditante dove egli contempla le divinità che vi hanno posto sede dopo la sua invocazionecite-ref-ref-a-7-1[7].
Tale pratica religiosa si è diffusa, grazie al buddhismo, per tutta l'Asia.
Maṇḍala , yantra e cakra
Nell'ambito del significato di "diagramma mistico", va rilevato che nell'importante testo mwbgMaṇḍalas and Yantras in the Hindu Traditions curato dall'indologa austriaca Gudrun Bühnemann, con i contributi di Hélène Brunner, Michael W. Meister, mwcgAndré Padoux, Marion Rastelli e Judit Törzsök, pubblicato nel 2003 nella mwdqBrill's Indological Library e citato come unica integrazione bibliografica alla voce mwdgMaṇḍala nella seconda edizione della mwdwmweaEncyclopedia of Religion a firma di Peter Gaeffke, la studiosa austriaca dedica il capitolo mweqMaṇḍala, yantra and cakra: some observations a una accurata disamina di tutta la letteratura per individuare i confini semantici di questi termini sanscriti.
Dapprima Bühnemann osserva che «i termini cakra e yantra sono utilizzati a volte come sinonimi di maṇḍala, e tutti e tre questi termini sono spesso tradotti in modo indiscriminato come "diagrammi (mistici)"». In effetti, nota l'indologa austriaca, tutti e tre i termini si sovrappongono nell'indicare dei disegni geometrici e sia gli studiosi occidentali che gli stessi testi sanscriti più tardi finiscono per usarli come sinonimi.
Dopo un'attenta disamina dei contraddittori tentativi di definizione classificatoria presentati in tutta la letteratura (tra gli altri vengono esaminate le proposte di mwfaStella Kramrisch, Gösta Liebert, mwfgGiuseppe Tucci, mwfwLouis Renou, mwgaJean Filliozat, mwgqMircea Eliade, T. A. Gopinatha Rao, Ronald M. Bernier, mwhaHeinrich Zimmer, Peter Gaeffke, mwhgJohn Woodroffe, S. Shankanarayanan, Philipp H. Pott e Anne Vergati) Bühnemann conclude che: «Non è possibile riassumere tutti i tentativi di definire "maṇḍala", "yantra" e "cakra" nella letteratura. L'uso e le funzioni di questi termini sono complessi e sarà impossibile arrivare a una definizione universalmente valida. Dovrebbe essere necessario studiare approfonditamente l'uso dei termini nei testi dei diversi sistemi religiosi e nei diversi periodi storici per determinare come i termini siano stati impiegati dai differenti autori e come l'uso di questi termini è cambiato nel tempo».
Il maṇḍala nell'induismo
In questo contesto religioso il mwjqmaṇḍala non è altro che una rappresentazione geometrica complessa avente lo scopo di coinvolgere l'intero Universo nell'atto rituale. Se i mwjgmaṇḍala furono descritti nei testi propri del mwjwTantrismo, quindi a partire dal VI secolo d.C., l'interesse della cultura religiosa hindū per le rappresentazioni cosmologiche per mezzo di disegni geometrici è attestato già nell'antica mwkaTaittirīya Saṃhitā (V,4,11)cite-ref-10[10].
In particolare gli altari vedici seguono delle regole di costruzione secondo dei modelli che derivano da quello geometrico, e basilare, detto dello mwlwcaturaśraśyenacit mwma (lett. "come un falco [composto] con quadrati").
La forma geometrica finale dell'altare dipende dal tipo di sacrificio, uno dei più conosciuti è quello riguardante lo mwnamwnqagnicayana.
Allo stesso modo la funzione del mwpwmaṇḍala occorre a disegnare la pianta del tempio hindū secondo quegli antichi manuali di architettura religiosa detti mwqaVāstuśāstra. In questo caso l'architetto non disegnava un contorno su scala ridotta ma utilizzava dei mwqqvāstumaṇḍala ovvero dei quadrati che messi insieme in vario numero (per lo più 64 o 81) componevano la pianta del tempio.
Il mwsqvāstumaṇḍala è concepito come parte del corpo dell'"uomo/essere cosmico" (mwswvastupuruṣa) origine dell'Universo in cui si collocano le divinità principali e secondarie e i guardiani del tempio, garantendo in questo modo la dimora degli dèi.
Il maṇḍala nel buddhismo
Nella letteratura buddhista afferente ai mwywcanoni buddhisti mwzacinese e mwzqtibetano il termine sanscrito mwzgmaṇḍala viene così reso:
• in lingua cinese: 曼荼羅, mw0qmàntúluó;
• in lingua giapponese: 曼荼羅, mw0wmandara;
• in mw1qlingua coreana: 만다라, mw1gmandara;
• in mw2alingua vietnamita: mw2qMạn-đà-la;
• in mw2wlingua tibetana: mw3aདཀྱིལ་འཁོར་ mw3qdkyil ’khor.
In questo contesto il significato originario del termine mw3wmaṇḍala, ovvero "cerchio", si è allargato a indicare il "centro" e la sua "periferia". Così lo stesso importante termine tibetano dove mw4aདཀྱིལ་འཁོར indica rispettivamente mw4qདཀྱིལ་ (mw4gdkyil) il "centro", mentre mw4w་འཁོར (mw5a’khor) ciò che lo circonda.
Il mw5gmaṇḍala, sempre nel contesto del mw5wbuddhismo tibetano viene così a indicare la rappresentazione dello stesso Universo e la sua elaborazione è una pratica rituale appartenente alle mw6asngon ’gro (mw6qསྔོན་འགྲོ་, mw6gmw6wngöndro), dove viene disegnato a terra allo scopo rituale di consacrazione o iniziazione o protezione.
Esso può rappresentare anche la residenza di una divinità inserita al centro della rappresentazione e da lì circondata da altre divinità sussidiarie.
Altre culture
Ai mandala sono state assimilate le forme dei mw7wrosoni, ricorrenti nelle architetture religiose delle mw8achiese cristiane, il cui significato metaforico intendeva alludere alla mw8qluce dello spirito.cite-ref-11[11]
Il maṇḍala nei media
• Nel mw-gvideogioco ufficiale di mw-wGhostbusters, i protagonisti si trovano nel corso della storia di fronte a un mw-amaṇḍala, stavolta inteso come "labirinto spirituale" con vari nodi che servono a raccogliere energia verso un punto centrale.
Note
cite-note-11. ↑ citereftreccani-mandalamwaqmmwaqqMàndala, in mwaquTreccani.it – mwaqyVocabolario Treccani on line, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
cite-note-22. ↑ mwaqomwaqsmwaqwMandala, in mwaq0Treccani.it – Enciclopedie on line, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
cite-note-33. ↑ Sani, p. 1171
cite-note-44. ↑ «Umstritten» chiosa Manfred Mayrhofer nel suo mwarqEtymologisches Wörterbuch des Altindorarischen, (1986-2001), vol II, p.294.
cite-note-55. ↑ Camuri, p. 6968; Sani, pp. 1171 e 1352
cite-note-66. ↑ Camuri, p. 6968
cite-note-ref-a-77. ↑ Gudrun Bühnemann, p.26
cite-note-88. ↑ Polveri colorate, pietre preziose, foglie e frutti, sostanze aromatiche.
cite-note-99. ↑ Cfr. a titolo esemplificativo: mwasyEncyclopedia of Hinduism (a cura di Denise Cush, Catherine Robinson e Michael York). NY, Routledge, 2008 e mwascPrinceton Dictionary of Buddhism, a cura di Robert E. Buswell Jr. & Donald S. Lopez Jr., Princeton University Press, 2013
cite-note-1010. ↑ Peter Gaeffke, p. 5641; ma anche «Several scholars have suggested that Tantric mandalas arc rooted in Vedic traditions. The layout of Vedic altars is taken as indicative of an early interest in geometric designs endowed with cosmological symbolismmwass » Gudrun Bühnemann, "Maṇḍalas and Yantras in Hindu Tradition", p.26
cite-note-1111. ↑ Astrid Morganne, Rafael Wild, mwas8Mandala nell'architettura: i rosoni, in mwatamwateIl libro segreto dei mandala, pag. 172, Newton Compton Editori, 2022.
Bibliografia
• mwatuEncyclopedia of Hinduism (a cura di Denise Cush, Catherine Robinson e Michael York). NY, Routledge, 2008.
• mwatcPrinceton Dictionary of Buddhism, a cura di Robert E. Buswell Jr. & Donald S. Lopez Jr., Princeton University Press, 2013.
• Giuseppe Tucci, mwatkTeoria e pratica del mandala, Casa Editrice Astrolabio-Ubaldini, Roma 1969.
• mwatsMaṇḍalas and Yantras in the Hindu Traditions (a cura di Gudrun Bühnemann). Leiden, Brill, 2003.
• Manfred Mayrhofer, mwat4Etymologisches Wörterbuch des Altindorarischen, (1986-2001), vol II. 1996, Heidelberg.
• Peter Gaeffke, mwauaMaṇḍala: Hindu Maṇḍalas, in mwauemwauiEncyclopedia of Religion, vol.8, pp.mwaum 5640 e sgg. (1987) 2006, Ny, Macmillan.
• mwauuDizionario sanscrito-italiano (direzione scientifica Saverio Sani). Pisa, ETS, 2009.
Voci correlate
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Collegamenti esterni
• citereftreccani-itmandala, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
• citerefbritannica-com(EN) mandala / maṇḍala, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.